Incontro con l'autore: Mario Desiati "Mare di zucchero"
Il giorno 18 febbraio 2026, in sala conferenze, il nostro liceo ha avuto il piacere di ospitare lo scrittore Mario Desiati, di cui alcune classi hanno letto il libro “Mare di zucchero”, Einaudi ed.
L’opera, che narra dal punto di vista di due bambini, uno italiano, l’altro albanese, lo sbarco sulle coste pugliesi della nave Vlora nell’agosto del 1991, ha dato modo ai nostri allievi di approfondire da una parte la conoscenza di un evento migratorio di notevole portata per l’Europa occidentale, dall’altra di riflettere sul tema del crollo del regime comunista negli anni ‘90.
Attraverso le pagine del libro ed i suoi personaggi emergono poi i drammi adolescenziali, le difficoltà insite nel rapporto genitori-figli, il candore dell’amicizia spontanea, disinteressata e pura, priva di pregiudizi e sovrastrutture, l’anelito alla libertà, in qualsiasi forma ad essa si ambisca.
E proprio su questo tema lo scrittore si è soffermato in modo particolare a parlare con i nostri allievi: dei due bambini protagonisti dell’opera, infatti, l’uno soffre di una “compressione” a livello familiare, l’altro ha sofferto di una “compressione” (sono parole usate dallo stesso Desiati) a livello politico. Mettono insieme le loro esperienze di vita, pure così diverse, e volano verso quello che li accomuna: il desiderio di giocare, di stare insieme, di sognare, come ogni bambino in quella fase della sua vita.
Rispondendo alle numerose domande e curiosità, Desiati ha fatto riflettere sul valore dell’immaginazione, e non solo nell’attività scrittoria, sostenendo che: “Leggere, scrivere, saper ascoltare sono strumenti per spostarsi con l’immaginazione”.
Bellissimo messaggio, in quest’epoca dominata dalla digitalizzazione, sia pure irrinunciabile nell’economia del naturale progresso di un paese: il viaggio non è soltanto fisico; lettura e scrittura sono viaggi della mente e del cuore; e la lettura è conoscenza; e la conoscenza è libertà. “L’ignoranza è una grande dittatura”, ha detto Desiati ai nostri allievi.
Alla domanda sul motivo per cui il finale dell’opera sia così repentino, Desiati ha risposto: “La bellezza è incompleta”, permettendoci così di riflettere appunto sulla bellezza, che non è mai “finita”, ma lascia aperte infinite possibilità di un “oltre”.
Ringraziamo Desiati per aver accettato il nostro invito.
Ringraziamo in modo particolare la nostra collega Lorella Renzi, per la preziosa collaborazione.
E naturalmente grazie alla nostra DS, prof.ssa Stefania Pipino, che con entusiasmo rende sempre possibili queste occasioni di crescita.







